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Shën Palji (San Paolo Albanese ) - La cultura di una comunità etnico-linguistica arbëreshe

Scritto da: Annibale Formica | 21 luglio 2016

Pollino-geoparco, un obiettivo finalmente raggiunto

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«L’intero evento mi ha riempito di una emozione enorme, sentendomi partecipe, anche senza invito, di un successo, che premia non solo le bellezze del territorio, ma anche la comunità locale che quelle bellezze conosce da sempre e le difende. Chi conosce la mia storia comprende subito il senso di questa intensa ed incontenibile emozione. È il senso di un orgoglio, di una identità personale e collettiva, che ha segnato le storie di molti di noi, dei tanti abitanti del Pollino»
Come il pianeta è frutto della sua storia geologica che noi studiamo e apprezziamo, così la nostra rete sociale è frutto degli uomini che ci hanno preceduto ed hanno contributo a tessere. Così, chi non conosce l’importanza di un sasso e gli dà un calcio, è solo un uomo che distrugge e non costruisce. Calcio dopo calcio annientiamo noi stessi. Allo stesso modo chi non conosce e non apprezza la rete sociale già costruita e la laceriamo convinti di saper fare meglio, siamo condannati a rifare le stesse azioni e ricominciare daccapo con spreco di risorse, energie e tempo. E quanto di più idiota può fare l’uomo dimostrando solo la sua ignoranza a fronte della ricchezza che ha ereditato. Pubblichiamo il contributo appassionato di Annibale Formica, già direttore del Parco, dalla storia sofferta. Un uomo della Basilicata che ha speso la sua vita per la propria terra. (continua)

Articolo pubblicato sul blog “vglobale.it”, il 12 Luglio 2016.

Scritto da: Annibale Formica | 16 giugno 2016

La natura che vale e la Basilicata delle aree interne

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All’insegna di “Dare valore alla natura” sono state messe a confronto, in un recente Convegno, a Roma, le misure di green economy disposte della Legge n. 221/2015 in materia ambientale e le conclusioni del progetto Life+ Making Good Natura per il riconoscimento e la stima del valore economico delle aree protette. Perché “la natura vale”. Valgono l’aria, l’acqua potabile, gli habitat naturali, la biodiversità, la fertilità dei suoli, il cibo, i servizi culturali, il turismo: i servizi eco sistemici resi dal Pollino al benessere delle popolazioni della Basilicata, del Mezzogiorno d’Italia. Si tratta di una ricerca su: “Il pagamento dei servizi ecosistemici come modello innovativo per la Governance efficace delle Aree Agroforestali nei Siti Natura 2000”. Del Pollino sono stati valutati i servizi ecosistemici generati dai due siti pilota “Fagosa-Timpa dell’Orso” e “La Petrosa”. Questo lavoro, che ho seguito al Parco negli anni scorsi, mi aiuta a fare una riflessione sul dibattito avviato, qualche mese fa, dalla Regione Basilicata con la presentazione delle tematiche inerenti la definizione di una strategia per l’area interna “Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento”.
Nel Pollino, dove le debolezze sono le uniche forze che combattono le ostilità della storia e della geografia, parlare di aree interne vuol dire mettere la natura e i servizi ecosistemici dell’area protetta a servizio delle comunità locali, che quì conservano, insieme alla integrità fisica dei luoghi, lo spirito del passato e la speranza di andare avanti, di resistere comunque. (Continua)

Articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il 15 Giugno 2016.

Scritto da: Annibale Formica | 1 marzo 2016

Tutela del parco del Pollino

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La natura, le specie vegetali e animali, gli habitat, i paesaggi, i caratteri geomorfologici delle montagne del Pollino, la più grande area naturale protetta d’Italia, come tutti gli ambienti naturali, specie se importanti e di gran pregio, infondono al visitatore un sano e confortante godimento dello spirito e ispirano anche, secondo le conclusioni di un recente studio, un profondo sentimento di “altruismo” e tanta volontà di “cooperazione”.
Il Pollino, che ha conseguito nel 2014 la certificazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, custodisce, a beneficio dell’umanità, una miniera inestimabile di valori, di biodiversità, di foreste vetuste, di spazi immensi incontaminati, di paesaggi identitari, di beni comuni. L’approccio alla sua conoscenza e alla sua visita passa oggi attraverso una campagna senza riposo, nel caldo ed assetato inverno di quest’anno, già pronta a vestirsi di nuovi e, forse, insoliti colori.
Gli studi scientifici, condotti dal Parco dalla sua istituzione ad oggi, costituiscono, inoltre, la base per l’inizio di un’opera di interpretazione naturalistica molto innovativa delle comunità locali, le quali, con un loro ruolo fondamentale nei processi di conservazione, di tutela e di valorizzazione, potranno diventare il vero motore della ricerca, della divulgazione e della promozione.
Gli esempi pratici dei casi di studio e i successi conseguiti nei progetti di ricerca ci permettono di sentirci consapevolmente ottimisti. (continua)

Articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il 21 febbraio 2016

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Slides della presentazione fatta il 19 Dicembre 2015, presso la scuola media “Aldo Moro” di Policoro

Scritto da: Annibale Formica | 15 novembre 2015

Arbëreshe, una biodiversità culturale da valorizzare

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A San Paolo Albanese all’incontro tra le comunità arbëreshe d’Italia sono venuti da Greci (Av), da Casalvecchio di Puglia (Fg), da San Marzano di San Giuseppe (Ta), da Contessa Entellina, da Mezzojuso e da Palazzo Adriano (Pa), da Villa Badessa, una frazione del Comune di Rosciano in provincia di Pescara, e dai tanti Comuni della provincia di Cosenza, oltre che dai cinque Comuni albanofoni della Basilicata.
La minoranza etnico-linguistica storica di origine albanese, che il dettato dell’art.6 della Costituzione italiana e le norme applicative della legge 482 del 1999 tutelano, è la seconda più popolosa in Italia, sebbene sparsa in 45 comunità arbëreshe di 7 Regioni.
È stata approvata e sottoscritta, nell’Assemblea Generale, una Carta di Intenti ed è stata indicata una Rappresentanza con il compito di continuare a mantenere i rapporti in essere con gli Enti, gli Organismi, le Istituzioni locali, regionali, nazionali e con l’Ambasciata ed, eventualmente, con il Governo di Albania. È stato assunto, anche, l’impegno di convocare, entro il 2016, una nuova Assemblea Generale delle Comunità arbëreshe d’Italia. (Continua)

Articolo pubblicato sul blog “vglobale.it”, il 9 Novembre 2015.

Scritto da: Annibale Formica | 28 ottobre 2015

Il paesaggio identitario del Pollino

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Per parlare del paesaggio identitario del Pollino dentro il tema più generale della Funzione culturale ed estetica del paesaggio, ho scelto, come premessa, di richiamare alcune notizie recenti dell’ampia e varia aneddotica e del dibattito culturale in corso.

A Treviso, nella ultima edizione, la 25^, del Premio Internazionale “Carlo Scarpa” per il Giardino, della Fondazione Benetton Studi Ricerche, il prestigioso riconoscimento è andato a due villaggi della Bosnia per il progetto “Seminando il ritorno“, finalizzato alla coltivazione del grano saraceno come fonte di sostentamento economico per le famiglie.
La realizzazione del progetto testimonia le ragioni profonde che legano singoli individui o gruppi familiari o piccoli insiemi comunitari al luogo abitato dalle loro memorie e dai loro propositi.

In un articolo di Repubblica, del 21 giugno scorso, intitolato: “Mostre. Libri. Il giardino è al centro delle riflessioni culturali. È luogo di armonia. Ma anche quello in cui la natura prende il sopravvento su un ordine artificiale”, è detto: “L’arte di coltivare è un modo per concentrarsi sulla condizione umana”.
L’idea del giardino, oggi, assume le sembianze di un pensiero che si presenta come cura.
Le parole “cultura” e “coltura” sfumano l’una nell’altra, e la coltivazione di sé e dello spirito sgorgano dal medesimo verbo, che può valere per l’atto di coltivare la terra o di educare lo spirito.
Viviamo di corrispondenze e pensiamo per analogie, sì che la natura è in noi e noi nella natura in un rapporto insieme naturale e culturale, che tuttavia ogni volta ciascuno di noi dovrà riformulare nel suo proprio modo e nella sua propria lingua.
Custodire dentro e fuori di noi un rapporto con la natura, che non sia di sopraffazione, ma di cura.
È la natura a fornirci la lingua per raccontare la vita. (continua)

Intervento al Laboratorio su: Funzione culturale ed estetica del paesaggio, a Latronico, il 26 giugno 2015, inserito nel Report finale del Progetto di “Paesaggio e comunità locale: il valore della biodiversità. Pollino: Letture e racconti del Paesaggio”.

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