Le parole degli altri

Raccolta di aforismi

  1. Noi, o troveremo una strada, o ne costruiremo una (Annibale).
  2. La mia è un’avventura vissuta per intero con il freno a mano tirato.
  3. Sono una barca in disarmo. Guardo il mare.
  4. Se per un blakout se ne va via la luce, il mio paese torna agli anni ’50; ed io?
  5. Cammino tra aromi ancora nascosti nei campi di vecchie coltivazioni.
  6. Identità e luogo sono concetti sempre più deboli.
  7. Come corre in fretta la tua storia: tutto era ieri, il sorriso di una donna, il profumo delle stagioni, la speranza.
  8. Concentrarsi sugli impegni presenti è il miglior modo di preparare il futuro.
  9. La lentezza serve a ritrovare il tempo.
  10. Per trovare tempo bisogna rallentare.
  11. Qual è il colore del silenzio?
  12. C’è un’ora della verità in cui sei solo con te stesso. E non puoi ingannarti.
  13. Per tutti viene il momento dei riepiloghi, del distacco.
  14. Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro (Leonardo da Vinci).
  15. Chi non conosce il suo limite tema il destino.
  16. Non c’è nulla di più terribile di uno stupido che incontra un’idea.
  17. Se un milione di persone crede ad una cosa idiota, la cosa non smette di essere idiota (Anatole France).
  18. Il sapere è uno strumento della cultura e della ragione, che si trova continuamente a confronto con ciò che alla ragione si oppone: l’ignoranza, il fanatismo, la follia.
  19. Un conto sono i numeri e altro conto è la vita della gente.
  20. Si possono ingannare tante persone tante volte, ma non si possono ingannare tutte le persone tutte le volte (Abramo Lincoln).
  21. Aumenterà la concorrenza, ma non il pluralismo.
  22. Non è ciò che Parigi ti da; è quel che non ti toglie.
  23. Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.
  24. In Italia di legale c’è solo l’ora (Roberto Benigni).
  25. Che cosa viene storicamente prima: la legalità o la legittimità? La forza o l’autorevolezza? La rivoluzione o le istituzioni costituite?
  26. Una volta compiuta la rivoluzione, gli “oppressi” spesso prendono le redini e cominciano a comportarsi come gli “oppressori”.
  27. È già un’impresa mantenersi onesti, non diciamo liberi. Ma pretendere addirittura di far rispettare la legge è una autentica follia.
  28. Il dono non è carità; è generosità.
  29. I valori una volta perduti tocca poi riconquistarli; e non sempre l’impresa è semplice.
  30. L’onestà è considerata, ormai, una variabile indipendente, una questione privata. Se c’è, tanto meglio. Se non c’è, pazienza.
  31. Colui, quindi, che si adira per ciò che deve e con chi deve e, inoltre, come, quando e per quanto tempo si deve, può essere lodato (Aristotele – in “Etica”).
  32. La fine è la perfezione dell’inizio; solo la morte chiarisce le ragioni della nascita.
  33. I nuovi saperi tecnologici sono in Italia come un ragazzino alla guida di una Ferrari.
  34. I grandi, i ricchi, i potenti non sono immortali. Abbiate pietà anche per loro.
  35. La peste è una maledizione che si accanisce contro una terra ricca con una popolazione povera.
  36. Chi vedo l’albero, chi la foresta.
  37. Nel mondo dell’economia moderna, avanzata, ci stiamo rassegnando ad un destino di disuguaglianze crescenti.
  38. La peculiarità del nostro tempo è la rinuncia all’etica.
  39. C’è un nuovo Mezzogiorno e c’è una diversa questione meridionale. Il sottosviluppo ha connotazioni localistiche, micro-territoriali, con livelli di aggregazione dimensionale ridotta.
  40. Niente è più pericoloso di un’idea quando è l’unica che si ha.
  41. La razionalità di vecchia impostazione era fatta di conoscenze specializzate e di saperi sedimentati.
  42. La sola previsione attendibile è che nessuna previsione è attendibile.
  43. Non c’è nulla di tanto disastroso quanto una razionale politica di investimenti in un mondo irrazionale (di John Maynard Keynes, 1930).
  44. Solo quando saremo capaci di conoscere quanto possiamo chiedere a noi stessi, imparando ad accettare i nostri limiti, potremo dirci davvero adulti.
  45. Quante lingue conosci, tante persone sei (proverbio slovacco).
  46. Non si gioca con la realtà facendo l’intellettuale (Vittorio De Seta).
  47. Non sappiamo dove, ma intanto andiamo (slogan degli studenti dell’Università “La Sapienza” di Roma, in la Repubblica  del 17 ottobre 2008).
  48. La lettura di un libro apre finestre su altri mondi.
  49. La lettura ha bisogno di tempo e passione.
  50. Fare esercizi “spirituali” con:
    • il silenzio
    • la riflessione
    • la postura del corpo
    • la parola ritardata
  51. La prova di un’intelligenza superiore sta nell’abilità di avere contemporaneamente due ipotesi conflittuali in testa e, ciononostante, mantenere la capacità di ragionare e reagire.
  52. La competenza (ciò che so) garantisce l’agire pratico. L’intelligenza (ciò che penso) prepara l’agire creativo.
  53. Ricollocare il tuo punto di vista: cambiare.
  54. Ricerca educativa basata sulla attenzione, sull’ascolto e sulla presenza.
  55. Non c’è alcun vento a favore per chi non sa dove andare.
  56. Occorre un saggio per riconoscere un saggio (Senofane).
  57. Il decalogo della nowtopia:
    1. riappropriarsi del tempo
    2. riscoprire il valore dell’essenziale
    3. riattivare l’uso dei cinque sensi
    4. percepire il proprio corpo ed il rapporto con l’esterno
    5. andare a piedi o in bicicletta
    6. trovare nuove forme per l’espressione di sé
    7. impiegare le proprie capacità fuori dal mercato del lavoro
    8. unirsi con gli altri in progetti pratici
    9. coltivare il proprio orto
    10. prendersi cura di sè e delle persone.
  58. L’utopia concreta di Adriano Olivetti: “il bisogno di darsi un progetto; la necessità di crederci; una spinta ideale; il richiamo della forza dell’utopia”.
  59. Basta poco per aggiungere valore a se stessi, utilizzandosi meglio.
  60. A moltissime persone lavorare piace: conta la sensazione composita di creazione, partecipazione e autorealizzazione che il lavoro restituisce a chi lo apprezza.
  61. Dal momento che lavorare bisogna, a farsi piacere il lavoro si vive meglio. Il piacere del lavoro è un talento personale e un valore sociale.
  62. Osa pensare! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza (Kant).
  63. Non è il cammino che è difficile; è il difficile che è cammino (Kirkegaard).
  64. Fingere di ignorare ciò che si sa benissimo e di sapere ciò che si ignora; fingere di capire ciò che non si capisce e di non capire ciò che si capisce assai bene; fingere di essere potenti al di là delle proprie forze; avere spesso da nascondere questo gran segreto: che non c’è alcun segreto da nascondere; sembrare profondi quando si è vuoti; darsi bene o male le arie di un personaggio importante; diffondere delle spie e stipendiare dei traditori; cercar di nobilitare la povertà dei mezzi con l’importanza dei fini; ecco cos’è la politica (Beaumarchais).
  65. “Effetto farfalla”: una farfalla che batte le ali a Pechino può influenzare eventi climatici lontani nello spazio e nel tempo (Edward Lorenz).
  66. L’attuale tracollo di un’economia basata sui consumi e imperniata sul credito (con la sua subitaneità e, profondità e resistenza a qualsivoglia misura riparatrice) non era stato previsto da alcun congresso mondiale di economisti (Sygmunt Barman).
  67. Condannati a compiere scelte, esposti al rischio di sbagliare e obbligati a un perenne stato di incertezza nel nostro viaggio attraverso la vita, l’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro non ci abbandonano mai (Sygmunt Barman).
  68. Il “futuro” è un tempo in cui per definizione “può succedere di tutto” (Sygmunt Barman).
  69. L’unico modo di “prevedere” il futuro consiste nell’unire le forze e gli sforzi, in modo da obbligarlo a prendere la piega che desideriamo e tenersi lontano da situazioni spiacevoli (Antonio Gramsci).
  70. I turisti nei parchi naturali hanno ritmi biologici. I turisti nelle località mondane hanno ritmi tecnologici.
  71. Nel mezzogiorno d’Italia “siamo cresciuti rimanendo indietro”.
  72. Fare di tutto per far vincere le idee non per quel che rendono ma per quel che valgono.
  73. È un cretino che ha dei lampi di imbecillità (G.D’Annunzio).
  74. Il linguaggio delle idee:
    • lo scrittore che non tortura le proprie frasi finisce per torturare il lettore;
    • prima che a scrivere occorre imparare a pensare;
    • esporre un’idea significa fare violenza alla realtà.
  75. Se non puoi essere casto almeno cerca di essere cauto.
  76. Non ci aspetta un futuro di compromessi, privazioni e scomodità, ma di elegante frugalità. Nella vita di tutti i giorni abbiamo un ampio spettro di scelte. Possiamo continuare ad avere tutti i comfort che la tecnologia moderna offre. Ma senza sprecare niente o danneggiare qualcosa o qualcuno (di Amory Bloch Lovins su la Repubblica delle Donne del 18 ottobre 2008).
  77. Cerchiamo di non perderci di vista.
  78. Come immaginiamo il nostro futuro:
    • “in un contesto globalizzato a fare la differenza sarà la creazione di sapere” (Alejandro Aravena, architetto cileno).
    • “il tempo dedicato ai rapporti e agli affetti sarà decisivo” (Karl Taro Greenfeld, scrittore).
    • “siate pronti a riconoscere il limite di ciò che fate” (Atul Gawande, medico).
    • “siate scettici, non rischiate e mettete a parte i saldi” (Loretta Napoleoni, economista).
  79. Guardare il silenzio.
  80. La giustizia è verità; la giustizia è democrazia; la verità è rivoluzione.
  81. Quando si profila una tempesta occorrono nervi saldi, fermezza di idee, buona volontà.
  82. L’invenzione del paesaggio. Bellini, detto anche Giambellino, pittore veneziano, alla scoperta dei panorami più belli. Bellini, “poeta del paesaggio”, con lui è nato il modo di rappresentare la natura e l’architettura in Italia.
  83. Tutti siamo allarmati per la crisi economica che rischia di farci morire di fame e pochi si preoccupano della crisi ambientale che sta distruggendo il pianeta e rischia di farci morire avvelenati.
  84. La rivincita. Cadere e rialzarsi, perdere e rimontare. Essere rifiutati e desiderati di nuovo. Il segreto ? La “resilienza”. La resilienza, dal latino ri-salire è la capacità di reagire a un trauma, individuando una seconda via non lineare. (”Costruire resilienza” di Boris Cyrulnik, ed. Erickson).
  85. Trasformare un evento destabilizzante in motore di ricerca personale, riorganizzando il proprio percorso di vita.
  86. Non passare sopra i traumi, non rimuoverli, ma usarli come agenti trasformativi.
  87. Per rielaborare il trauma contano le risorse interne, ma anche quelle eterne e il discorso sociale come finalità.
  88. RIPRENDERSI LA RIVINCITA. C’è chi nasce perdente e ci resta e chi, riconoscendo il fallimento, risale a galla.
  89. La lingua, oggi, si va appiattendo sempre più sulla mimèsi (imitazione) del parlato (ovvero la lingua della società di massa).
  90. La «regola delle diecimila ore» indica la quantità di applicazione che serve per diventare un esperto. Un canone analogo svelerebbe il perché i ragazzini cinesi sono bravissimi in matematica e fisica. Gladwell suggerisce che la maggiore perseveranza derivi dall’eredità culturale del lavoro nelle risaie. (Riccardo Staglianò, “Talento e fortuna; ecco la formula per avere successo”, in “la Repubblica” di mercoledì 10 dicembre 2008).
  91. Per capire il mondo è importante capire il linguaggio che lo racconta.  (Odifreddi)
  92. Ogni parola è letteralmente una “parabola” messa al fianco della realtà che esprime. (Odifreddi)
  93. La bottega di un orologiaio dovrebbe avere pareti rosse. Per scrivere un nuovo romanzo occorre iniziare dipingendo la stanza di blu. Il colore che ci avvolge riesce infatti a cambiare il modo in cui il cervello funziona. Come in un gioco di specchi, un ambiente color cielo senza nubi predispone la mente a creatività, pensiero positivo, ricerca della novità. Il rosso favorisce invece l’ attenzione: un pericolo è forse incombente. (Elena Dusi, “Colori Rosso o blu, così reagisce la mente”, in “la Repubblica” del 7 febbraio 2009)
  94. «Fintanto che il cervello resterà un mistero, resterà arcano anche l’universo che ne riflette la struttura», scriveva Santiago Ramón y Cajal, pioniere degli studi sul cervello e premio Nobel nel 1906.
  95. Non scrivere per la carta ma per il tempo delle persone che leggono.
  96. In un periodo di mutamento si cercano le parole per definire la prospettiva (Luca De Biase, “Il racconto dell’avvenire influisce su come avverrà”, in  Il Sole 24 ore del 2 gennaio 2009).
  97. Il miglior modo per prevedere il futuro è inventarlo. (Alan Kay, informatico)
  98. L’abbondanza di informazione genera scarsità di attenzione (Herbert Simon, premio Nobel per l’economia).
  99. Motto perpetuo: Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato (Friedrich Nietzsche, filosofo).
  100. L’esattezza non è mai la verità (Matisse).
  101. Nel futuro dobbiamo proiettare uno scopo, una visione e dei valori che possono arrivare solo attraverso la ricerca di equilibri interiori. Senza questi nessun futuro è pensabile. (Loredana Grimaldi, “L’acqua come risorsa e come metafora”).
  102. Reinventarsi. Creare se stessi in ogni nuovo posto. Far sì che la propria persona e le cose in cui si crede siano ogni volta rigenerate”. (Roberta Cianetti, “Creare un nuovo io per il futuro”)
  103. Il futuro trova spazio nell’idea che gli individui possano esprimere il proprio talento, condividerlo e renderlo disponibile per una nuova intelligenza collettiva. Questo determina, tra l’altro, un nuovo equilibrio all’interno del discorso economico. (Federico Rampolla, “L’economia di equilibrio”)
  104. “La ricerca non si colloca più dietro la realtà. Oggi non abbiamo ancora capito quali sono gli effetti delle forme di comunicazione mediate dalle macchine, come l’e-mail. E ogni giorno sul web vengono introdotti nuovi strumenti d’interazione. Stiamo ancora scoprendo le conseguenze di una vita relazionale mediata dal computer, ma sembra chiaro che molti scambi tendano ad essere più bruschi e infiammati che nelle relazioni interpersonali”.(Luca Chittaro, “Un futuro con l’uomo al centro”)
  105. Connettività e interattività influiscono sulla percezione dello spazio e del tempo. Per comprendere i cambiamenti può essere utile un neologismo come “mateminformatica”. Il web e gli altri sistemi stanno diventando complessi: abbiamo bisogno di strumenti matematici che ci permettano di capire la complessità e controllarla”. (Paolo Gaudiano   “Mateminformatica”)
  106. I tecnologi pensano che il futuro corrisponda al domani; i sociologi al contrario credono che il futuro non esista veramente. Tra le due impostazioni di pensiero si muovono la cultura e l’economia in un rapporto dinamico con il tempo. La sfida del futuro consiste nella sintesi di questi elementi. (Roberto Saracco, “La tecnologia è sostanzialmente nel futuro”)
  107. Affinché il futuro possa essere gestibile, è necessario che tanto le relazioni private quanto quelle pubbliche siano semplici. Non esiste un’idea di futuro che non sia sostenibile. Il futuro non può che essere condiviso. (Alessio Vannuccini   “Le risposte nel futuro”)
  108. Ognuno è ciò che ama. Bisogna amare quello che si vuol realizzare. (Giuseppe William Salice,  “Ognuno è ciò che ama”)
  109. L’ironia è un’arma di difesa e di leggerezza per affrontare le sfide della vita. (Joshua Held , “L’importanza dell’ironia”)
  110. Il futuro è finito. Il futuro viene spesso considerato come discarica, buco nero dove buttare ciò che oggi ci crea problemi. Sono morte due categorie: quelle di progetto e di progresso. Incapaci di pensare al futuro tendiamo a bloccarci sul “nuovo”. (Alessandro Baricco “Il futuro è finito”).
  111. Il futuro è nelle mani dei “selvaggi di genio” non di fini intellettuali. È uno strappo con il presente. Dobbiamo renderci disponibili ad un cambio della grammatica del nostro pensiero. Verrà distrutto il presente ed il nostro compito è quello di riscrivere ciò che verrà distrutto, con la grammatica del futuro. (Alessandro Baricco “Il futuro è finito”)
  112. Bisogna vedere il futuro in maniera pragmatica. Oggi parliamo di immateriale, ma c’è ancora moltissima riflessione sulla materia. A partire dalla materia intesa come risorsa, della quale siamo sempre andati in cerca, fino allo studio della materia e dell’antimateria che oggi occupa moltissimi fisici”. (Vittorio Bo, “ll tempo passato e quello presente esistono entrambi nel futuro”)
  113. La capacità di prospettare il futuro è direttamente proporzionale alla nostra capacità di ricordare ciò che è accaduto. Percepire solo un passato recente significa non vedere oltre il dopodomani. (Guido Guerzoni, ricercatore)
  114. Per ricostituire un’identità molti artisti lavorano sull’idea di geografia personale o emozionale: è una chiave per ricollocarsi nel mondo. (Giovanna Amatasi)
  115. La velocità ci è stata proposta all’inizio del Secolo scorso come un vantaggio, come un bene. Credo che ci sia bisogno di riappropriarsi di un nuovo ritmo, un nuovo tempo, un nuovo rapporto con il mondo che ci circonda; con il fermarsi ogni tanto nel silenzio ad ascoltare il tempo della terra, il tempo nostro. In fondo l’ascolto è la ricerca di un nuovo grado di armonia con il mondo, con gli altri, con noi stessi. (Gigi Tagliapietre, “L’importanza di fermarsi e ascoltare”)
  116. Gli uomini sono dilettanti della vita: nessuno insegna loro le cose veramente importanti. E quando le imparano sono arrivati alla fine e fanno fatica a trasmetterle. (Thomas Mann)
  117. Una grande sfida di oggi è la trasmissione del capitale umano alla prossima generazione. (Federico di Chio “L’importanza di trasmettere capitale umano”)
  118. La contaminazione tra generi è un motore straordinario per il nostro futuro. (Massimiliano Tarantino)
  119. Il medioevo, un millennio buio che ha illuminato la civiltà (U.Eco)
  120. Quando i ‘vorrei’ diventano ‘voglio’, quando i ‘dovrei’ diventano ‘devo’, quando i ‘prima o poi’ diventano ‘adesso’, allora e solo allora i desideri iniziano a trasformarsi in realtà. (Roberto Re)
  121. Se non sappiamo cosa vogliamo, quante possibilità abbiamo di ottenerlo?
  122. Le difficoltà sono i pesi che la vita ci mette a disposizione per forgiare i nostri muscoli morali ed emozionali; se abbiamo la forza e il coraggio di affrontarli e superarli, ne usciamo più forti e robusti di prima.
  123. Pochi sono gli uomini di squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi.
  124. Quando ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa dieci volte, ma io sono sempre riuscito a trovarli.(Woody Allen)
  125. Il vero valore di un uomo si definisce esaminando in quale misura ed in quale senso esso è riuscito a liberarsi dell’io.(Albert Einstein)
  126. L’orgoglio, è l’immancabile vizio degli stupidi. (Alexander Pope)
  127. Se tratti una persona come se fosse ciò che potrebbe essere, diventerà ciò che potrebbe essere.
  128. La vera ricchezza è quella spesa. (Strada Max)
  129. La vita è composta da una lunga serie di eventi che cambiano l’uomo a seconda che siano lieti, neutri, faticosi o dolorosi. E’ da quelli negativi che l’uomo non deve cadere nell’auto-distruzione, bensì risollevarsi prima possibile con una pozione magica: credere in sè stessi, avere auto-ironia e un sano ottimismo. (Maximilian Stohr)
  130. Bene qui latuit , bene vixit . (Ovidio)
  131. L’aforisma è una goccia di esperienza ed una briciola di saggezza. (Alessandro Guardiani)
  132. Si vive veramente soltanto sotto lo sguardo di chi ci ama.
  133. L’edonismo resiste alla crisi.
  134. TUTTI NOI SIAMO CHIAMATI A GRANDI IMPRESE!Un leader è una persona che punta al meglio e spesso lo ottiene, sempre in prima linea pronta a giocare, disponibile, affidabile, carismatica, una persona con grandi obiettivi e con i mezzi necessari per poterli realizzare, che fa la differenza, che sa esprimere le proprie emozioni senza inibizione. Una persona che crea la sua vita, che motiva chi gli sta accanto a fare altrettanto con la propria, un esempio, innanzitutto per sé, e di conseguenza per gli altri. Ecco chi è un leader.
  135. Se si vuole veramente raggiungere una mèta è necessario che si faccia subito qualcosa, magari anche una piccola cosa, che faccia avvicinare in qualche modo alla mèta desiderata.
  136. Credere in ciò che si fa e agire con entusiasmo.
  137. Ciò che contraddistingue un’organizzazione di successo non è il fatto che non ha problemi ma che non ha gli stessi dell’anno scorso.
  138. Tutte le cose sono difficili prima di diventare facili.
  139. Più forte è il vento, più robusto è l’albero.
  140. La pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra d’angolo (Salmo).
  141. Nulla è più irrazionale che pensare di razionalizzare l’irrazionalizzabile.
  142. La parola “ascolta” è nella Bibbia la porta dell’incontro con Dio.
  143. “Egli aveva seguito giorno per giorno la breve storia d’un filo d’erba […]. Lo aveva seguito, quasi con tenerezza materna, nel crescere lento tra gli altri più bassi che gli stavano attorno” (Luigi Pirandello, in Canta l’Epistola)
  144. L’amico nuovo è come il vino nuovo: bevilo quando sarà invecchiato (dal libro del Siracide)

Commenti

Egregio ingegnere,Nino,esprimo un affettuoso augurio di buon Ntale ‘09 e di buon anno ‘10,estensibile ai tuoi cari.
Ho qualche documento,foto,miei ricordi,ecc,che vorrei spedirti in modo che ,se li ritieni ineressanti, tu li possa utilizzare nel tuo splendido blog.Complimenti ed auguri.Ci voleva qualcuno di San Paolo per cui essere orgogliosi!
Abbracci-Vicenzi garandit.

Ho visto solo oggi il tuo articolo sulla vendemmia e sulla festa ad essa correlata, ho riconosciuto la vigna e mi sono riconosciuta in una delle vendemmiatrici, ebbene mi sia permessa una smentita:la festa c’è stata:eccome se c’è stata! Si è ammazzato il pollo, si è fatta la pasta di casa, si è gustato il vino dell’annata precedente e si è brindato a quello nuovo (e a distanza di 4 mesi ti posso assicurare che mai brindisi è andato così a buon fine).
Vedere per credere!!!!

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