Scritto da: Annibale Formica | 13 agosto 2019

Pollino, qualcosa più di un festival

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Il Palio del grano di Terranova di Pollino, edizione 2019, tra natura, cultura, biodiversità, cibo e tradizioni popolari. Dal 3 al 4 agosto in primo piano la cura del territorio, la difesa dell’ambiente, la tutela della biodiversità naturale e culturale, la valorizzazione delle comunità locali e delle loro identità.

È il programma di un viaggio sul Pollino; uno come quelli che nei secoli scorsi hanno attratto, da diversi paesi europei, tanti viaggiatori intellettuali, come Norman Douglas; un viaggio verso Terranova di Pollino, verso i paesi della Valle del Sarmento, nelle culture delle comunità che vi abitano, nel regno della Biodiversità, dove è ancora molto stretta l’alleanza tra agricoltura e paesaggio rurale, nelle tavole dei cibi sani, nei campi di grano.

C’è il richiamo ai campi coltivati a grano «carosella» nel cuore del Parco nazionale del Pollino, tra i patrimoni dell’Umanità: tra le rocce laviche di Timpa delle Murge, l’associazione abete-faggio di Cugno dell’Acero, il pino loricato di Serra di Crispo, di Serra delle Ciavole, di Serra Dolcedorme, di Monte Pollino e di Serra del Prete e la storia dell’evoluzione morfologica e vegetale, che si legge sui Piani del Pollino, avvenuta decine di miglia di anni fa, nell’ultima glaciazione. È stimolante associare questo viaggio all’idea del campo di grano nel centro di Milano, la installazione di arte contemporanea (land art) dell’americana Agnes Denes, in occasione di Expo 2015. (continua)

Articolo pubblicato sul sito “vglobale.it”, il 22 Luglio 2019.

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