Scritto da: Annibale Formica | 16 giugno 2016

La natura che vale e la Basilicata delle aree interne

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All’insegna di “Dare valore alla natura” sono state messe a confronto, in un recente Convegno, a Roma, le misure di green economy disposte della Legge n. 221/2015 in materia ambientale e le conclusioni del progetto Life+ Making Good Natura per il riconoscimento e la stima del valore economico delle aree protette. Perché “la natura vale”. Valgono l’aria, l’acqua potabile, gli habitat naturali, la biodiversità, la fertilità dei suoli, il cibo, i servizi culturali, il turismo: i servizi eco sistemici resi dal Pollino al benessere delle popolazioni della Basilicata, del Mezzogiorno d’Italia. Si tratta di una ricerca su: “Il pagamento dei servizi ecosistemici come modello innovativo per la Governance efficace delle Aree Agroforestali nei Siti Natura 2000”. Del Pollino sono stati valutati i servizi ecosistemici generati dai due siti pilota “Fagosa-Timpa dell’Orso” e “La Petrosa”. Questo lavoro, che ho seguito al Parco negli anni scorsi, mi aiuta a fare una riflessione sul dibattito avviato, qualche mese fa, dalla Regione Basilicata con la presentazione delle tematiche inerenti la definizione di una strategia per l’area interna “Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento”.
Nel Pollino, dove le debolezze sono le uniche forze che combattono le ostilità della storia e della geografia, parlare di aree interne vuol dire mettere la natura e i servizi ecosistemici dell’area protetta a servizio delle comunità locali, che quì conservano, insieme alla integrità fisica dei luoghi, lo spirito del passato e la speranza di andare avanti, di resistere comunque. (Continua)

Articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il 15 Giugno 2016.

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