Scritto da: Annibale Formica | 23 giugno 2013

Luoghi: malinconie e seduzioni, la condanna delle radici.

 immagine-articolo_21_giugno_2013.jpg 

“1453. La caduta di Costantinopoli”, il libro di Roger Crowley, che ho finito da poco di leggere, dopo lunga, faticosa ed impegnativa lettura, descrive con una sequenza di saccheggi, razzie, distruzioni e devastazioni la caduta di Costantinopoli nella tragica notte del 29 maggio 1453. È stata un trauma per l’Occidente. Ha segnato la perdita di cristianità e la fine del mondo classico. Dopo l’occupazione della città bizantina e della Chiesa di Santa Sofia, la basilica della Divina Sapienza, costruita quasi mille anni prima da Giustiniano, Mehmet II, il Sultano vincitore, ha trasformato Santa Sofia in moschea; ha salvato i quattro angeli custodi sotto la cupola, in “omaggio agli spiriti del luogo” ed ha avviato la creazione di un nuovo luogo multiculturale. L’autore racconta minuziosamente, insieme agli eventi storici, i tanti luoghi significativi della città, nella quale, nel IV secolo d. C., Costantino vi aveva trasferito la capitale dell’Impero Romano. Mehmet II morì il 3 maggio 1481 vicino Gebze, nello stesso luogo in cui era morto Annibale, “un altro aspirante alla conquista del mondo”. Nell’epilogo della storia narrata della caduta di Costantinopoli, il libro mette anche in rassegna i “luoghi di riposo”. (continua)

Articolo pubblicato su “Il Quotidiano della Basilicata”, il 21 Giugno 2013

Commenti

Ho pensato spesso di poter abitare ovunque e di potermi sentire a casa in qualsiasi parte del mondo. Ho creduto che la mia vera patria fosse l’universo di amori e affetti che porto sempre con me e non dipendesse dal luogo in cui sono nata, ho vissuto e vivo.
Lo credo ancora, fermamente, ma leggendo queste parole, dopo questi giorni intensi e che mi hanno donato tanto, soffro un po’ la mancanza di radici che facciano sentire anche me attaccata ad un luogo da portare nel cuore e vorrei anch’io provare questa condanna dolce e senza rimedio.
È una grande ricchezza, un bene di cui far tesoro e tramandare ai nuovi nati, perché sappiano, sempre e ovunque, da dove vengono.
Grazie per il tuo impegno appassionato e costante, arricchisce anche chi, come me, si sente a casa ovunque, perché non può chiamare casa nessun luogo.

Lascia un commento

Il tuo commento:

Categorie:

Bad Behavior has blocked 169 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok