Scritto da: Annibale Formica | 9 marzo 2009

Ridare il parco al Pollino

1980-i-piani-del-pollino-visti-da-serra-delle-ciavole.jpg                     1980 - I piani del Pollino visti da Serra delle Ciavole (Foto Annibale Formica)

Si! Perché il risultato di tanti anni di impegni è stato, per il Pollino, quello di “fare il parco senza fare il parco”.

“…Pollino, fulgida gemma dell’Appennino che oggi si dischiude, con i suoi tesori di incomparabile bellezza, le vette ardite, i recessi ombrosi, invitanti alla meditazione, all’elevazione dello spirito, al riposo ristoratore nella dinamica della vita moderna”.
Sono parole del testo “Monte Pollino”, pubblicato nel 1958, a cura del Corpo Forestale dello Stato, in occasione della celebrazione, “nella cornice stupenda del Pollino, che segna con le sue solenni linee architettoniche, l’incontro delle genti lucane con quelle calabresi”, della VII Festa nazionale della montagna per le Regioni Meridionali.  È  la  “scoperta” dell’immenso patrimonio naturalistico, ambientale e culturale, dove vegeta il pino loricato, un endemismo relitto delle glaciazioni del Quaternario.

“Perfino tra i calabresi e i lucani – delle cui regioni il gran monte segna il confine – è difficile trovare qualcuno che sul Pollino ci sia stato”: così si legge nell’articolo “Il massiccio del Pollino”, comparso nel n. 12 del dicembre 1966 della Rivista “Le vie d’Italia” del Touring Club Italiano. (leggi qui)

Nel dicembre 1971,  viene pubblicato il Rapporto di sintesi del “Piano d’assetto naturalistico territoriale del Parco Nazionale Calabro-Lucano del Pollino”, elaborato dall’associazione italiana per il Word Wildlife Fund in collaborazione con il C.N.R., la cui Commissione per la Conservazione della Natura aveva preso atto, il 21 novembre 1969, “della disponibilità dei Sindaci della zona per l’istituzione di un Parco e della lettera da essi inviata all’UNESCO per interessare tale organizzazione a questo progetto”.

Con un libro bianco del 1974 la Regione Basilicata fa il punto sulla situazione della valorizzazione del complesso montuoso del Pollino.
Nel convegno del 1° settembre 1975, a San Paolo Albanese, organizzato dall’amministrazione comunale per riaprire il dibattito sul Massiccio calabro-lucano, viene rilanciata l’iniziativa della Regione Basilicata, che porta alla candidatura di un progetto speciale di carattere interregionale da attuare con i fondi stanziati dalla Legge finanziaria n.183 del 1976.
Venuta a mancare l’intesa con la Regione Calabria, nel 1977 la Regione Basilicata assume, con lo stanziamento di 20 miliardi di lire, l’impegno di promuovere le condizioni socio-economiche delle popolazioni del Pollino, bandendo un concorso nazionale di idee per la creazione di un parco.

Il gruppo interdisciplinare di studio, coordinato dal prof. Guido Ferrara, vincitore del concorso, pubblica nel novembre del 1979 il Rapporto n.1: “Pollino, un parco naturale che vi riguarda”. (leggi qui)

Nel 1982 esce la prima edizione di “Uomini e Parchi”, di Valerio Romani e del compianto prof. Valerio Giacomini: il libro nelle cui pagine è riportata la scheda relativa al Parco Nazionale del Pollino. (leggi qui)

Commenti

Che meraviglia il Pollino: ci vengo appena posso a fare trekking ed è ogni volta un’esperienza indimenticabile!!! Per far conoscere questo nostro gioiello a quanta più gente possibile, l’ho inserito su “Trivago” sito di viaggiatori curato da viaggiatori. Se ti va, vieni a guardare il “materiale sul Pollino” presente su “Trivago”, così, se ti andrà, potrai iscriverti e collaborare anche tu! Ti aspetto, barbara

Lascia un commento

Il tuo commento:

Categorie:

Bad Behavior has blocked 100 access attempts in the last 7 days.

Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok