Scritto da: Annibale Formica | 16 luglio 2008

Se si cancellano storia e identità personali

Euro Formica

In un momento di interessi dominanti, di conflitti irrisolti, di un vasto dispiegamento di dispute, come posso risolvere il mio caso personale?
Me lo chiedo, perché sono alle prese con problemi, purtroppo, assai più grandi di me ed io non li reggo con le mie sole forze.
Sono in un “maso chiuso” e da un buco del tetto abbaio al Pollino, mentre, fuori, c’è più che mai bisogno di testimoniare e, forse, anche di lottare per il rispetto della legalità, della trasparenza, della imparzialità, della moralità pubblica.
Fuori c’è una situazione opprimente di massificazione e di omologazione di idee e di comportamenti; non ci sono più le dispute tra differenti e competitivi connotati culturali, politici ed etici; non ci sono più i fustiganti “chek-up” di stakeholders ormai domati, asserviti.
Con “consumata” maturità, siamo diventati capaci di dare solo spiegazioni “postume” e proviamo disturbo per le situazioni “scabrose”.
Chi volesse intraprendere la via della dialettica, deve rassegnarsi a fare i conti con contrapposizioni “estreme”.
Siamo arrivati al punto in cui si guarda al futuro senza più né utopia né vergogna, nella completa irresponsabilità.
Io stesso sono diventato solo un ossessionato “utente” dell’Amministrazione della giustizia, che accumula risultati sempre più sfortunati e più penalizzanti, causati da atti pubblici totalmente fuori controllo.
Dopo la scadenza del mio incarico di direttore dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, il 20 ottobre 2002, le conseguenze personali, cui sto andando incontro, stanno diventando, infatti, sempre più preoccupanti. (Continua)

Articolo pubblicato su “Il Quotidiano della Basilicata”, il 14 luglio 2004

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